
Ieri, 29 marzo, su La Stampa, è uscito un articolo a firma Rodolfo Castellaro che cita le cifre spese dalle varie liste per la campagna elettorale e sorpresa! La Lista Tosetti è quella che avrebbe speso di più, ovvero circa 12mila euro; a scalare poi ci sarebbe la Zavanone con 10mila, e poi Siepe con 6mila e infine Cassano, che grazie ad amici e conoscenti, avrebbe speso solo qualche migliaio di euro.
Uhm.
Anche con la più efficace sospensione dell'incredulità facciamo fatica a crederci.
Solo per stampare il programma, qualche manifesto (100) e i volantini abbiamo speso 8mila euro e non ci sembra che le altre liste non abbiano investito in materiale cartaceo meno di noi, piuttosto il contrario.
E poi, un aperitivo quanto può costare? Perché di aperitivi ne son stati fatti tanti.
E se aprire il teatro costa (ci dicono) 1500 euro a botta, chi ha pagato allora i vari incontri che alcune liste hanno fatto proprio lì?
E gli affitti delle sedi?
E lo speakeraggio per la città?
E gli spazi pubblicitari sulla stampa locale (noi ne abbiamo comprato uno e ci è costato 700 euro più iva), sono stati regali di amici e conoscenti?
Non vorremmo che fosse un po' come la dichiarazione dei redditi, noi abbiamo dichiarato tutto, e gli altri?
E se le varie campagne le hanno pagate amici e conoscenti sarebbe bello sapere chi siano, così almeno sappiamo chi ringraziare.

Da noi negli U.S.A. è normale che amici versano registrati officialmente un grande numero di denaro. Sono le lobbies a le quali il politico eletto deve render conto. La nostra è vera Democrazia. Qui non è chiaro lo scopo de li amici che sostengono anonimamente la campagna elettorale e non sa chi sono. Mi rimembra Al Capone.
RispondiEliminaDa noi in Thailandia non c'è Al Capone
RispondiEliminaDa noi in Africa ci facciamo dare una pecora in cambio di un voto
RispondiEliminanoi in Cina voliamo semple vincele ed allola compliamo tanto liso e lo vendiamo per un po' di plopaganda
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